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Hannatar Portatore di Doni
1 altro anno
post pubblicato in Diario, il 15 gennaio 2012
Il 2011 un anno da dimenticare e pensare doveva essere l'anno del riscatto e della ripresa.
Ho lavorato duramente per 3 anni per cosa, per vedere gli altri andare avanti ed io rimanere al palo, senza più nessuna motivazione per andare avanti!
Che amara delusione scoprire di essere un debole, privo di stima di sè!



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buona fortuna
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2010
IN BOCCA AL LUPO per l'esame di domani!
Le mie preghiere sono rivolte a te.

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pensieri
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2010
Non riesco ad allontanarmi da lei, desidererei averle parlato, quel benedetto martedì di Agosto, anzi ché aver agito come ho agito!
Adesso penso, ma sono davvero io la persona adatta a lei, non mi risulta che quando ami qualcuno lo fai soffrire a questo modo.
La vorrei cercare, ma poi penso se mi dimentica forse è meglio, ha la sua vita, i suoi impegni di studente, non può stare appresso a me, ai miei atteggiamenti scostanti.
A nugoli di ragazzi che le vanno dietro, io chi sono per farla sentire di pezza e per voler rientrare nella sua vita, dopo che ho fatto di tutto per andarmene.
Per questi motivi mi mordo la lingua e non le parlo; ho cercato di convincermi che non eravamo compatibili sotto alcuni profili, ma anche se fosse, avrei dovuto parlarle delle mie perplessità, no agire come se il nostro destino fosse segnato.
In quel momento avrei dovuto dimostrare la fiducia che avevo nel nostro rapporto, ed invece non l'ho fatto, ora, parafrasando le Sacre Scritture, è solo lacrime e stridore di denti.
Per lo meno vorrei riuscissi a fare esperienza dell'accaduto, e dimostrare a me stesso di essere un pò più maturo.

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permalink | inviato da Hannatar il 13/9/2010 alle 13:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
si continua
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2010
Non so bene di cosa scrivere quest'oggi, la verità è che mi è sempre venuto difficile parlare di me.
In un mese ho cambiato radicalmente le mie priorità, fino a luglio sapevo cosa dovevo fare e il tempo trascorreva in funzione di quello obbiettivo.
Ora mi sento spaesato vivo da spettatore un vita che non è più mia.
So cosa devo fare nel quotidiano, ma il fine ha perso di molto l'importanza.
Ultimamente ho letto questa affermazione che mi ha fatto molto riflettere è di Charles de Foucauld:

"L’amore non si ferma ai difetti di ciò che ama, ma cerca di scusarli, prega perché scompaiano se non può scusarli e allontana gli occhi per pensare alle bellezze, alle qualità dell’essere amato."

Dopo averla letta ho pensato ma ho davvero mai amato qualcuno, ne sarò mai in grado?!
E' una massima di difficile applicazione questa di
de Foucauld, io non ne sono stato per niente all'altezza.

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permalink | inviato da Hannatar il 13/9/2010 alle 10:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Starà bene senza di me
post pubblicato in Diario, il 9 settembre 2010
Non puoi consolidare un rapporto con una persona che cambia idea alle prime difficoltà.
Meriti qualcuno che sappia darti certezze, che ti dia tutto l'amore di cui hai bisogno, che ti metta al di sopra di tutto, io non sono stato capace di farlo.
Per telefono ho saputo solo farti cadere tutte le speranze e le aspettative che avevi riposto in me, non meriti che nessuno ti tratti in questo modo, fai bene a non volere più sentirmi.
Mi sento profondamente smarrito senza di te, ma dopo quello che ci siamo detti sappiamo entrambi che non possiamo tornare indietro, io vorrei, ma non è possibile.
Avrei dovuto recuperare quando me ne hai data occasione, sono stato troppo ottuso e stupido.
Avevo trovato l'anima gemella e sono stato capace di rovinare tutto.
Spero che presto tornerai ad essere felice, quando sorridi fai sciogliere il cuore di coloro che ti stanno intorno.
Sei una persona speciale e questi 3 anni trascorsi insieme per me sono stati quanto di meglio mi sarei mai aspettato dalla vita.

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la mente si è allineata ai desideri del cuore, ma è tardi
post pubblicato in Diario, il 8 settembre 2010
C'è voluto un mese, ma finalmente mi sono reso conto di aver fatto la sciocchezza più grande della mia vita allontanando l'unica persona a cui ho voluto bene.
So già che non leggerai mai queste poche righe, avrei dovuto risponderti "si", a tutte le richieste che mi avevi fatto, non fare il titubante perché ritenevo che non saremmo stati felici, dovendo l'uno assecondare l'altro.
Ho sbagliato tutto con te, adesso non posso più rimediare.
Scusa per averti fatto soffrire e farti stare ancora male.



permalink | inviato da Hannatar il 8/9/2010 alle 23:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sempre uguale a mai
post pubblicato in Diario, il 8 settembre 2010
la fine di un rapporto
continua

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The Prestige
post pubblicato in Cinema, il 4 gennaio 2007

 Il film è ambientato nell’Inghilterra della seconda metà del XIX secolo, dove gli spettacoli di “magia” sono l’attrattiva principale di ogni classe sociale.

In questo crogiolo di umanità gravitano le figure di due abili illusionisti, Dantone (Hugh Jackman) ed il Professore (Christian Bale), rivali, che si contendono il titolo di migliore.

Questo è il pretesto da cui si dipana il film; anche se il  vero intento è mostrarci l’ossessione che divora i due per rendere unico e primo il proprio modo di stupire il pubblico.

Questo li porterà, ognuno per strade ed in modi diversi, a capire la vera natura di se stessi.

E’ un thriller ben costruito, niente computer graphic a farla da padrone.

Il regista disvela il mondo “magico” degli illusionisti vittoriani: fatto di prove, sacrifici, privazioni, pur di godere sul palco, degli applausi del pubblico.

Il cast è superbo.

Michael Caine interpreta in maniera appropriata la parte di mentore dei due illusionisti; Bale, che non avevo apprezzato in batman begin, dimostra talento recitativo al fianco di Jackman.

Scarlet Johansson, chiude la rosa degli attori di punta, anch’essa perfetta nel ruolo di assistente/amante dei due maghi.

Altri volti noti si avvicendano in questa pellicola: David Bowie (Tesla), non estraneo a piccole apparizioni sul grande schermo, ed Andy Serkis (suo assistente), noto ai più grazie al pluripremiato film di Jackson (Il signore degli anelli).

Beh il mio consiglio è di andarlo a vedere il più presto possibile, non rimarrete delusi.

Voto complessivo del film 9.




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Eragon
post pubblicato in Cinema, il 29 dicembre 2006
Adattamento cinematografico dell'omonimo libro di Paolini, Eragon, lascia con l'amaro in bocca, nel complesso una delusione.
Il cast è composto da nomi noti: Jeremy Irons (Brom), John Malkovich (Galbatorix), Robert Carlyle (Durza), ma anche da sconosciuti, uno tra tutti, il protagonista Ed Speelers (Eragon).
Il nostro eroe, un giovane agricoltore, nel film, acquisisce d'un tratto abilità e poteri che farebbero invidia agli x-men.
Attraverso semplici parole (elfiche), acquisisce una super vista, vede attraverso gli oggetti, può invocare il fuoco creando immani esplosioni.
Ma non è solo questo elemento che mi ha tolto il piacere, altre inesattezze si susseguono lungo il film.
Comprendo appieno che i tempi cinematografici sono stretti, ma tramutare il villaggio di Eragon, brulicante di vita all'interno delle pagine di Paolini, in una piazza dove 4 comparse compaiono per un paio di minuti; e Brom (cantastorie del villaggio), divenire un bracconiere straccione che rimpiange il suo passato glorioso, non mi è sembrato giusto.
Tutto il resto della trama viene velocizzato, non si riesce a comprendere nel film, come invece accade nel libro, lo stretto legame che unisce il cavaliere al suo drago.
Drago che rimane uno spettacolare effetto computerizzato, ma che non si carica, di quella umanizzazione che invece trapela dal libro; la stessa doppiatrice non riesce ad imprimere il pathos adatto.
A sentir parlare il drago, credevo di essere stato catapultato in uno di quei programmi della mia fanciullezza, dove Cristina D'avena, prestava la voce a qualche cartone.
In ultima analisi il regista al suo primo debutto non sembra cogliere lo spirito fantasy.
La Trama?!...Una farsa!
Il contadino scopre una pietra, diventa cavaliere, acquista poteri oltre il comune, subisce qualche lutto, salva la principessa, uccide qualche cattivo.
Il tutto condito da combattimenti, effetti della computer graphic ed inquadrature di paesaggi mozzafiato (Jackson docet).
Può entusiasmare le folle, ma non certo i lettori.
Forse chiedo troppo per un film natalizio; probabilmente è questo quello che richiede il mercato e, si sà, mai contravvenirlo.
Per gli amanti dei numeri: voto complessivo 6-.



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Radio America
post pubblicato in Cinema e Musica, il 23 dicembre 2006
Ultimo lavoro di Robert Altman, Radio America.
Musical in stile Nashville (film del '74), definito dal suo stesso regista come "un film sulla musica, sull'umanità, sulla vera anima degli stati uniti e sommessamente sovversivo".
Altman nella finzione filmica, celebra l'ultima andata in onda al teatro Fitzgerald, del programma radiofonico "Radio America", che dopo una lunga carriera (oltre 30 anni) verrà smantellato, perchè un tempo aveva grandi ascolti, ma adesso non più.
Il film si muove tra il dietro le quinte e tra le vere e proprie performance dei diversi personaggi che si alternano sulle assi del vecchio teatro.
L'incipit e la fine, è un bar caffè, la voce narrante è Kevin Kline con impeccabile abito anni 50 per tutta la durata del film, che nell'intro ci spiega cosa sta accadendo, i cambiamenti che si attueranno dettati dalle ragioni del mercato.
Subito dopo è un immergersi in rumori, chiacchericcio, luci, abiti; tutte le cose che possono caratterizzare il dietro le quinte di uno spettacolo radiofonico in un teatro di posa.
Occorre un po di tempo prima di incominciare ad abituarsi a tutta questa carrellata di umanità, che Altman riesce a scaraventarci contro.
L'affollamento della scena, come lo chiamo io, è un elemento che ritorna nel cinema di questo regista, basti pensare a Gosford Park, dove invece si veniva immersi in quell "affollamento" che può caratterizzare una casa nobiliare inglese, con tutta la sua servitù, maggiordomi, camerieri, autisti, etc...
Indentica caratteristica che si ripresenta in Radio America, tecnici, artisti, musicisti, front-man, e l'immancabile angelo dell'apocalisse.
Il tempo viene scandito dalla musica country e gospel, tipica dell'America cresciuta sulle sponde del Mississipi, dai ricordi del vecchio amore, ormai scomparso, dalle glorie passate, di quando si era più giovani, dai propositi di una futura carriera.
Un clima che riesce a mantenersi sempre allegro, tra i lazzi dei due cowboys con chitarra in mano, il fare serio dello sceneggiatore, il carisma gioviale del front-man, la splendida interpretazione di Meryl Stripp che per quasi tutta la durata del film canta con voce cristallina pezzi blues e country.
Un bel cocktail, insomma, un film da vedere e rivedere, un "come eravamo" che il regista americano ha voluto dedicare alla "sua" America, quella che purtroppo sembra essersi persa un po per strada, ma che può rivivere nei cuori e nei ricordi di chi c'era e l'ha vissuta.





permalink | inviato da il 23/12/2006 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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